Per conoscere meglio Fido…

fisiologia canePer convivere al meglio con il vostro amico a quattro zampe, potrebbe rivelarsi utile conoscere alcuni dati fisiologici del cane, così ho pensato di scriverne un breve elenco conciso e schematico.

 

 

 

 

Durata della vita:                        

 da 8 a più di 20 anni, a seconda della razza: quelle più piccole tendono ad essere più longeve.

Temperatura corporea:

compresa tra 37,7°C e 38,8°

Respirazione:

10-30 atti respiratori al minuto

Polso:

70-160 battiti/minuto negli adulti
70-180 battiti/minuto nelle razze toy
80-220 battiti/minuto nei cuccioli

Pubertà:

tra 6 e 18 mesi, a seconda della razza

Stagione riproduttiva:

ogni 6-9 mesi, spesso in primavera ed in autunno

Gestazione:

63 giorni in media

Numero di nati:

da 1 a 8 cuccioli per parto, nella prima gravidanza il numero dei nascituri può essere ridotto

Segni del calore:

ingrossamento della vulva con perdite di sangue: la cagna attrae ed accetta il maschio per circa 3-9 giorni

Neonati:

occhi ed orecchie si aprono a 10-17 giorni di vita. I cuccioli vengono svezzati a 6-8 settimane di vita

Vaccinazioni:

cimurro, epatite (adenovirus del cane), parainfluenza, leptospirosi e parvovirosi a 2,3,4 mesi di età, seguiti da richiami annuali.

Il rischio di Eclampsia nella cagna in lattazione.

Carenza di calcio nel cane dopo il parto

Quando una cagna partorisce, per tutto il primo mese dopo il parto sarebbe opportuno che qualcuno controlli costantemente che essa sia a suo agio e contenta.

Ciò è particolarmente importante nel caso in cui la neomamma appartenga ad una razza Toy.

Questi cani, infatti, sono soggetti, nel periodo successivo alla  nascita dei cuccioli, ad una condizione morbosa conosciuta come eclampsia o tetanìa da lattazione dovuta ad una carenza di calcio.

Tale carenza si verifica a causa delle enormi quantità di calcio cedute ai cuccioli nell’ utero, prima, e attraverso il latte materno, dopo la nascita dei piccoli.

Il problema si presenta solitamente appena prima del parto o entro il primo mese di lattazione e tende a colpire soprattutto le cagne con cucciolate numerose che, quindi, allattano molto.

In caso di eclampsia è possibile osservare una certa irrequietezza improvvisa nella cagna, la quale inizia a girare intorno, ansima, uggiola, si alza e si rimette giù in continuazione.

Mano a mano che le sue condizioni si aggravano essa si irrigidisce, i muscoli si contraggono e dimostra una evidente mancanza di coordinazione nei movimenti.

Se non si interviene tempestivamente il suo stato evolverà in crisi convulsive che potrebbero condurla alla morte.

L’ eclampsia, quindi, rientra a pieno titolo tra le emergeze veterinarie e non appena sarete colti dal sospetto che la vostra cagnetta ne sia affetta, è fondamentale contattare immediatamente il vostro veterinario e condurla in un Pronto Soccorso, dove le verrà somministrata una iniezione di calcio.

Anche se non è sempre possibile prevenire questa condizione patologica, ciò non toglie che sia sempre opportuno provarci, introducendo nella alimentazione della cagna, sia in gravidanza che in allattamento, degli integratori di vitamine e  calcio.

Oltre a questo sarebbe opportuno sostituire la sua dieta abituale con dei cibi per cani neonati durante tutto il periodo dell’ allattamento.


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Il ciclo riproduttivo delle gatte.

ciclo riproduttivo della gatta

Le gatte raggiungono la pubertà tra il 4° e il 18° mese di vita e sono animali poliestrali stagionali, generando due o tre cucciolate l’ anno.

Il numero medio di nati per ogni parto è di quattro gattini ma può variare da uno a otto. Generalmente la prima gravidanza si conclude con la nascita di un minor numero di piccoli.

Durante la fase del proestro si può osservare uno scarso scolo vaginale non accompagnato da variazioni dell’ aspetto esterno della vulva.

Quando la gatta va in calore (estro) lo manifesta con la vocalizzazione e con un comportamento provocatorio nei confronti dei gatti maschi.

In presenza di un maschio la femmina si accovaccia sui gomiti con il bacino sollevato e la coda deviata lateralmente e calpesta il terreno con gli arti posteriori per segnalare la propria recettività, che durerà per un lasso di tempo che varia da 1 a 4 giorni.

Alla fine del rapporto, subito dopo il coito, la gatta emette un forte grido, si gira per allontanarsi dal maschio e inizia a rotolarsi al suolo.

Nei felini, in assenza dell’ accoppiamento, l’ ovulazione non avviene e se la gatta non è stata montata l’ estro si ripeterà ad intervalli di 14-19 giorni.

Può accadere a volte che i due  gatti “innamorati” abbiano un accoppiamento sterile, in questo caso vi è la possibilità che insorga una pseudogravidanza che si può protrarre anche per 40 giorni, ma raramente è caratterizzata dalla preparazione da parte della gatta di una zona destinata ad accogliere la prole.

Generalmente in queste pseudogravidanze non si osserva neanche lo sviluppo della ghiandola mammaria.

Nel caso in cui, invece, il rapporto tra maschio e femmina sia andato a buon fine, avrà inizio la gestazione della gatta la cui durata può variare da 56 a 65 giorni.

I rigonfiamenti fetali si possono apprezzare con la palpazione nell’ addome della gatta fra il 20° ed il 30° giorno di gravidanza, ma è possibile già ipotizzare una eventuale gravidanza in atto nel caso in cui la gatta aumenti il suo peso corporeo di un chilo nell’ arco di 4 settimane.

A distanza di una settimana dal parto le gatte divengono irrequiete e dimostrano la necessità di starsene da sole nel luogo destinato ad accogliere i nascituri.

Una volta partorito la gatta torna in calore durante la quarta-sesta settimana di lattazione ed è già nuovamente fertile.


GATTI

La Toxoplasmosi, una zoonosi con molti tabù.

I gatti sono portatori del virus della Toxoplasmosi! Quante volte abbiamo sentito questa affermazione? Cerchiamo di sfatare, almeno in parte, questo luogo comune.

La Toxoplasmosi, una delle zoonosi tra specie umana e specie animale, colpisce l’ uomo, tutti i mammiferi e gli uccelli.

Il gatto e l’ uomo si infettano per ingestione di carni crude o poco cotte di suino, pecora, capra e raramente di bovino e pollame, contenenti le “cisti tissutali” del parassita.

Un’ altra via di infezione è l’ accidentale ingestione delle oocisti emesse dal gatto infetto con le feci, che possono per esempio contaminare le verdure.

L’ infezione da contatto diretto con il gatto è molto difficile: le oocisti eliminate con le feci non sono subito infettanti, lo diventano dopo un periodo di maturazione che va da 1 a 5 giorni.

La malattia è diffusa in tutto il mondo e, secondo studi epidemiologici, la popolazione mondiale presenta anticorpi antitoxoplasma in alta percentuale; ciò significa che milioni di persone hanno superato l’ infezione senza presentare sintomi.

Nell’ uomo, infatti la malattia acquisita decorre per lo più in forma asintomatica e lascia come traccia un aumento di anticorpi antitoxoplasma che danno una  immunità permanente. In rari casi si può manifestare con lieve febbre e malessere generalizzato.

La trasmissione della malattia dalla madre al feto attraverso la placenta avviene solo se la madre contrae l’ infezione durante la gravidanza.

Nel gatto, che è l’ ospite definitivo, il Toxoplasma compie il suo ciclo vitale completo, per questo motivo l’ animale ne è considerato il grande diffusore.

Ciò è vero solamente per i gatti randagi o gatti di casa che vivono molto in strada, perchè essi si nutrono di topi, uccelli ed altre carni crude, serbatoio del parassita. I gatti domestici nutriti con cibi cotti e controllati, hanno scarsa probabilità di divenirne portatori.

Vi sono comunque alcuni accorgimenti che i proprietari di gatti possono attuare per evitare il contagio del virus:

  • impedire al proprio gatto di cibarsi con carni crude
  • pulire la cassetta igienica ogni giorno con acqua bollente e allontanarla il prima possibile quando sporca.
  • pulire periodicamente la cuccia sempre con acqua bollente
  • coprire le sabbiere o lo spazio giochi dei bimbi affinché non vengano contaminati dalle feci del gatto
  • usare sempre i guanti quando si entra in contatto con superfici e oggetti dove il gatto fa i suoi bisogni
  • per quanto riguarda le donne in stato di gravidanza, dovrebbero evitare di svolgere operazioni di pulizia degli ambienti riservati al gatto, oltre che evitare di mangiare carni crude e verdure non lavate accuratamente.

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