La difficile scelta della Pensione per Fido e Micio

cani sul dondolo



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Quando ci si sposta, non sempre si ha la possibilità di condurre con sè il proprio cane o gatto e, se non si ha la fortuna di poterlo affidare ad amici, si pone, dunque, il problema della scelta di una pensione.

Il primo consiglio che posso darvi in merito, è quello di non limitarsi a telefonare alla pensione più vicina, a volte può valere la pena fare qualche chilometro in più.

Prima di affidare il vostro animale in mani altrui, sarebbe comunque bene assicurarsi che sia in buona salute e in regola con le vaccinazioni, anche perché le pensioni serie e professionali esigono sempre il libretto sanitario del cane o gatto.

Se dovete partire in periodi di alta stagione è consigliabile prenotare il posto con largo anticipo e prima di farlo prendere visione della pensione.

Anche se molti gestori si dichiarano disponibili a prendere in consegna l’ animale a domicilio, è preferibile rifiutare questa soluzione, sia perché se sarete voi a portare il vostro amico in “albergo” potrete verificare dove viene sistemato e sia perché per lui sarà più rassicurante avervi accanto in un luogo del tutto sconosciuto.

Il livello di una pensione può essere giudicato in base all’ alimentazione offerta, ai box ed al personale che ci lavora.

Da preferire, a tale proposito, sono quei luoghi che dispongono di un ambulatorio annesso, con un Medico Veterinario pronto ad intervenire qualora se ne verificasse la necessità.

Se vi recate alla pensione nell’ ora dei pasti vi potrete rendere conto di come gli animali siano realmente nutriti e se il gestore vi nega la possibilità di visitare i box, che devono essere di circa 15 mq, puliti, ben areati e illuminati, depennate il nome della Pensione dalla vostra agendina.

Può capitare che nelle pensioni di grandi dimensioni, nei periodi di grande affluenza, il vostro cane o gatto, venga considerato poco più che un numero, data la  mole di lavoro.

In queste circostanze forse è preferibile rivolgersi a delle pensioni più piccole dove l’ atmosfera è più familiare e il vostro amico potrà ricevere anche qualche coccola e qualche attenzione che esulino dalla pappa-pipì-nanna.

Per quanto riguarda gli aspetti amministrativi, assicuratevi che la pensione scelta sia regolarmente denunciata al Comune, anche perché se l’ esercizio non è riconossciuto le Assicurazioni non rispondono dei danni che l’ animale può subire o causare.

…E non dimenticate di ritirare la ricevuta del pagamento.

Una pensione, per seria che sia, non potrà mai sostituirsi a voi nelle attenzioni per il vostro amico, però è possibile farlo sentire un pò più a suo agio lasciando nel box di soggiorno la sua cuccia, la sua coperta, i suoi giocattoli e, magari, anche qualcosa di vostro.

Una volta lasciato Fido o Micio in “albergo” informatevi regolarmente sulle sue condizioni e lasciate più di un recapito telefonico, in modo da essere sempre raggiungibili per qualsiasi evenienza.

Per quanto riguarda le spese, i prezzi sono molto variabili e dipendono dalla quantità e dalla qualità dei servizi offerti; generalmente viene richiesto di versare un piccolo acconto alla prenotazione, un 50% del totale al momento dell’ ingresso e il saldo nel momento in cui si riprende l’ animale.

La Primavera arriva anche per Fido e Micio

alimentazione di primavera cani e gatti

Sembrerebbe proprio che la Primavera sia arrivata, eventuale colpo di coda invernale a parte; la stagione in cui la Natura si rinnova ed ha inizio un nuovo ciclo.

Non a caso, spesso, proprio in questo periodo, molte cagnette e molte gatte si propongono ai maschietti per mettere in cantiere nuove vite.

A tale proposito, cari “genitori” di cani e gatti, soprattutto novelli, preparatevi ad affrontare un periodo di fughe, comportamenti anomali, e inaspettate inappetenze: nessuna preoccupazione, si tratta solo dell’ amore!!!!

Come facilmente immaginabile, cani, gatti e compagnia bella sono soggetti a cambiamenti che li rendono più adatti a sopportare i cicli stagionali.

Tra questi, il più palese cambiamento, è quello della cosiddetta “muta”, ossia la perdita del pelo superfluo, accumulato durante la stagione delle temperature rigide, per proteggersi la pelle con un mantello più leggero: ebbene sì, anche gli animali sono costretti a fare il cambio di stagione nell’ armadio!!!

Questo, ahinoi, comporta non pochi problemi nella gestione della casa, soprattutto per quei cani e gatti che vivono in appartamento, perchè i peli si spargono inevitabilmente sul pavimento, sui tappeti, sulla tappezzeria, ovunque l’ animale si trattenga.

Purtroppo non vi è soluzione al problema, se non quella di limitare la diffusione del pelo morto munendosi di spazzola e spazzolando, anche per più volte al giorno, il pelo del vostro amico a quattro zampe.

Un altro aspetto molto importante del cambio di stagione è l’ alimentazione: è possibile infatti che, sia cani che gatti, prendano qualche chiletto in più nei mesi invernali, questo perché il freddo aumenta le necessità di assumere maggiori calorie per scaldarsi e anche perché, generalmente, con il brutto tempo si diventa un pochino più sedentari e dormiglioni, complice anche il fatto che le ore di luce sono di meno.

Fatto sta che la Primavera rappresenta l’ occasione per perdere quei chiletti di troppo che nel caldo estivo si farebbero davvero sentire.

Diventa perciò importante iniziare a sostituire gradulamente le carni rosse con le carni bianche, prediligendo una dieta ricca di verdure di tutti i colori, cereali integrali e riducendo considerevolmente l’ apporto di grassi animali.

Per coloro che si servono di una alimentazione commerciale, sia secca che umida, sarà sufficiente sostituire i prodotti a base di manzo con quelli a base di pollo, tacchino o pesce.

Abbinata ad una dieta più leggera, diventa di fondamentale importanza l’ attività fisica: le giornate si allungano e le temperature si fanno sempre più gradevoli, quale migliore condizione per una bella, lunga passeggiata con Fido.

E per i mici sarà sufficiente un po’ di gioco in più con il proprio padrone!

Con questi piccoli accorgimenti i nostri pelosoni saranno pronti per la “prova costume”!

Pulci e zecche nel gatto, come trattarle e come prevenirle.

pulci e zecche gatto

Tra i parassiti esterni che colpiscono il gatto, pulci e zecche sono forse i più fastidiosi, anche se più facilmente curabili, rispetto ad altri, come ad esempio funghi o acari della rogna.

La pulce si nutre del sangue del suo ospite e si riproduce velocemente: una femmina può deporre ogni giorno fino a 50 uova, le quali si disperdono nell’ ambiente e si schiudono dopo una decina di giorni, generando larve trasparenti di circa 2 millimetri.

Le larve si annidano in luoghi riparati dalla luce diretta (tappeti, moquette, divani) e in breve tempo si rivestono di un bozzolo che permette loro di sopravvivere anche per un anno.

In presenza di un organismo a sangue caldo escono dal bozzolo e vi saltano sopra per nutrirsi e riprendere il ciclo riproduttivo.

Sul gatto le pulci si individuano per la presenza tra il pelo di granellini scuri.

Se l’ animale subisce una grave infestazione mostrerà la tendenza a grattarsi furiosamente: la saliva di questo parassita può causare gravi dermatiti allergiche.

Inoltre la pulce è responsabile della trasmissione di un tipo particolare di tenia.

La miglior cura è sempre la prevenzione.

In commercio esistono vari prodotti antipulci per uso esterno sotto forma di collari, shampoo, polveri, spray e fialette spot-on, ma è possibile somministrare al gatto anche un farmaco per via orale che inibisce lo sviluppo delle pulci.

Tra i prodotti ad uso esterno occorre tenere presente che i collari potrebbero rovinare il mantello  intorno al collo e, se non sono elastici, potrebbero essere pericolosi per quei gatti che escono fuori casa, per il rischio di impigliarsi  e rimanere strangolati.

Spray e shampoo sono generalmente mal tollerati dai felini.

I prodotti in polvere e le fialette spot-on risultano essere, alla fine, la miglior soluzione.

Può capitare a volte che le pulci diventino resistenti ad alcuni principi attivi degli antiparassitari e quindi è preferibile variare spesso il prodotto utilizzato.

Ci sono alcuni spot-on che garantiscono una protezione anche per la casa e per gli ambienti abitualmente frequentati dal gatto, però è sempre meglio disinfestare comunque divani, poltrone e tappeti.

Le zecche colpiscono raramente i gatti, se non quelli che vivono in campagna, a contatto con cani e altri animali da cortile.

Questi parassiti vivono succhiando il sangue del loro ospite e, dopo il pasto, si gonfiano raggiungendo in poco tempo dimensioni notevoli, tanto che spesso vengono scambiate dai proprietari per cistitumori cutanei.

E’ molto importante rimuoverle con particolare cautela perché possono rompersi liberando il sangue che contengono, potenzialmente infetto.

A tale scopo si può utilizzare una pinzetta o un apposito arnese di plastica che si trova nei negozi per animali, facendo attenzione ad estrarre anche il rostro boccale inserito nella cute, che, se non rimosso, potrebbe provocare un piccolo granuloma.


GATTI

Anche i nostri animali, ahinoi, si fanno vecchietti…

la vecchiaia in cani e gatti

Anche se per noi sono degli eterni cuccioli,  i nostri animali, alcuni prima, altri dopo, invecchiano e generalmente lo fanno cercando in ogni modo di non farcelo pesare eccessivamente.

Cani e gatti sono considerati anziani dopo 8-11 anni di età.

I gatti ed i cani di piccola taglia tendono ad invecchiare più lentamente e vivono più a lungo dei cani di grandi dimensioni.

In realtà la durata della vita dipende da molti fattoti: il patrimonio genetico, le buone cure (vaccinazioni, sterilizzazione, trattamenti antiparassitari), il trattamento tempestivo delle malattie, un’ ottima dieta ed un ambiente salubre.

La domanda che ci si pone  più frequentemente è, dunque, come sia possibile capire se il nostro animale sia entrato o meno nella fase geriatrica della sua vita.

Uno dei segni più comuni di vecchiaia è, oltre alla ovvia comparsa dei peli bianchi che, però, è evidente solo su alcuni mantelli, il rallentamento generale dell’ attività.età di cani e gatti185

Il cane ci mette di più ad alzarsi da una posizione sdraiata, fatica a salire le scale, ed inizia ad avere problemi di vista e di udito.

Il gatto può far fatica a saltare sul letto o sul divano e tende a dormire di più.

Anche i cambiamenti comportamentali spesso hanno origine da una malattia o da una degenerazione: il cane anziano può mostrare ansia da separazione, sensibilità ai rumori, lamenti eccessivi, aggressività insolita, disorientamento.

Può capitare inoltre che inizi ad abbaiare senza motivo, a sporcare in casa o a girare in circolo.

Se il gatto anziano mostra nervosismo, ipereccitabilità, fame eccessiva potrebbe trattarsi di un disturbo della tiroide, facilmente confondibile con i sintomi dell’ invecchiamento.

L’ importante è portare il cane o il gatto dal veterinario in presenza di qualsiasi cambiamento nelle abitudini o nel carattere, per escludere che quello che si potrebbe facilmente attribuire alla vecchiaia, non sia invece l’ effetto di una patologia in atto.

Al giorno d’ oggi esistono molti farmaci che possono aiutare gli animali anziani a mantenere una buona qualità di vita, che aiutano l’ attività cerebrale, alleviano i dolori articolari e migliorano la funzionalità cardiaca e renale.

Con queste 7 piccole regole è possibile affrontare nel migliore dei modi questa delicata fase della vita di Fido o Micio e fare in modo che la sua qualità di vita si mantenga alta per il maggior tempo possibile:

  1. effettuare una visita di controllo ogni sei mesi, anche in assenza di problemi particolari. Fare delle analisi del sangue e delle urine è il miglior modo per prevenire le malattie.
  2. fornire alimenti della miglior qualità possibile: una buona alimentazione, un integratore o una dieta specifica possono aiutare l’ animale a risolvere, senza farmaci, alcune patologie, come problemi articolari, urinari o renali.
  3. evitare l’ obesità perché essa riduce di 2 anni le sue aspettative di vita, rispetto ad un animale in linea.
  4. mantenere una costante attività fisica per il cane e stimolare il gatto a giocare con voi.
  5. curare i denti: la gengivite cronica e le infezioni della bocca che entrano in circolo danneggiano cuore e reni: i cani di piccola taglia sono maggiormente soggetti a problemi dentali.
  6. prendersi cura del mantello: un pelo secco, opaco , che cade è sintomo di cattiva salute; un gatto che non si pulisce il mantello, probabilmente non sta bene.
  7. osservare attentamente l’ animale per cogliere tempestivamente cambiamenti di comportamento ed eventuali sintomi di malattia, al fine di intervenire precocemente.

I principali campanelli di allarme che dovrebbero  spingerci a richiedere l’ intervento di un veterinario sono:

  • una improvvisa perdita di peso o una forte diminuzione dell’ appetito
  • un aumento dell’ appetito senza aumento di peso, che potrebbe indicare la presenza di diabete
  • un aumento eccessivo della fame, con richiesta di cibo continua, associato spesso a tremori
  • diarrea o vomito, se si protraggono nel tempo
  • un aumento della sete o della urinazione: in questo caso riempite la ciotola dell’ acqua con una bottiglia di plastica per misurare in modo esatto la quantità di acqua assunta e prendete nota del numero delle volte in cui l’ animale si reca ad urinare. Se un cane vi chiede di uscire nel cuore della notte per fare pipì sicuramente ha un problema.
  • un eccessivo tossire od ansimare potrebbe nascondere una malattia del cuore.
  • la comparsa di noduli o masse che potebbe indicare la presenza di un tumore, molto frequente, purtroppo, negli animali anziani. Nelle gatte e nelle cagne è molto importante controllare spesso le linee mammarie.

Nel caso in cui il Veterinario riscontrasse nel cane o nel gatto un problema di salute non resta che curarlo nel migliore dei modi, per accompagnarlo dolcemente verso la fine del suo cammino, restituendogli, in questo periodo, tutto quello che lui ci ha dato durante il corso della sua breve, ma intensa vita.


CANI

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