Il rischio di Eclampsia nella cagna in lattazione.

Carenza di calcio nel cane dopo il parto

Quando una cagna partorisce, per tutto il primo mese dopo il parto sarebbe opportuno che qualcuno controlli costantemente che essa sia a suo agio e contenta.

Ciò è particolarmente importante nel caso in cui la neomamma appartenga ad una razza Toy.

Questi cani, infatti, sono soggetti, nel periodo successivo alla  nascita dei cuccioli, ad una condizione morbosa conosciuta come eclampsia o tetanìa da lattazione dovuta ad una carenza di calcio.

Tale carenza si verifica a causa delle enormi quantità di calcio cedute ai cuccioli nell’ utero, prima, e attraverso il latte materno, dopo la nascita dei piccoli.

Il problema si presenta solitamente appena prima del parto o entro il primo mese di lattazione e tende a colpire soprattutto le cagne con cucciolate numerose che, quindi, allattano molto.

In caso di eclampsia è possibile osservare una certa irrequietezza improvvisa nella cagna, la quale inizia a girare intorno, ansima, uggiola, si alza e si rimette giù in continuazione.

Mano a mano che le sue condizioni si aggravano essa si irrigidisce, i muscoli si contraggono e dimostra una evidente mancanza di coordinazione nei movimenti.

Se non si interviene tempestivamente il suo stato evolverà in crisi convulsive che potrebbero condurla alla morte.

L’ eclampsia, quindi, rientra a pieno titolo tra le emergeze veterinarie e non appena sarete colti dal sospetto che la vostra cagnetta ne sia affetta, è fondamentale contattare immediatamente il vostro veterinario e condurla in un Pronto Soccorso, dove le verrà somministrata una iniezione di calcio.

Anche se non è sempre possibile prevenire questa condizione patologica, ciò non toglie che sia sempre opportuno provarci, introducendo nella alimentazione della cagna, sia in gravidanza che in allattamento, degli integratori di vitamine e  calcio.

Oltre a questo sarebbe opportuno sostituire la sua dieta abituale con dei cibi per cani neonati durante tutto il periodo dell’ allattamento.


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La pseudolattazione post calore del cane femmina.

Nei due mesi che seguono i calori di una cagna, quest’ ultima può presentare dei problemi comportamentali paragonabili a quelli osservati al momento del parto. Questa affezione, che che viene chiamata “pseudolattazione” colpisce il 50% delle femmine, quindi non si tratta di una cosa rara.

Tali atteggiamenti sono a volte accompagnati da una vera e propria montata lattea. La cagna è nervosa, si lamenta, non ha appetito ed adotta un comportamento materno nei confronti dei suoi giocattoli.

Dalle sue mammelle, che si presentano leggermente gonfie, scorre un liquido chiaro o scuro, o anche del latte, la cui secrezione aumenta stimolata dal suo continuo leccarsi.

Questa pseudolattazione può durare fino ad un mese e mezzo e si ripete frequentemente. Tale fenomeno è dovuto all’ azione del progesterone e della prolattina.

Nel caso in cui la vostra cagnetta sia soggetta a questa manifestazione post-calore, il trattamento più adeguato consiste nell’ applicazione a livello locale di una pomata decongestionante, una dieta a base di soli liquidi per 48 ore, seguita da un regime alimentare severo per una decina di giorni.

Talvolta può rendersi necessaria anche la somministrazione di un diuretico o di bromocriptina che inibisce la secrezione di prolattina.

In caso di pseudolattazione occorre fare attenzione ai trattamenti ormonali, e, prima di ogni altra cosa, accertarsi che non si tratti di una vera gestazione!

La sterilizzazione del cane femmina.

Dopo tanti anni di lavoro a contatto con gli animali, posso affermare che uno dei dubbi che tormenta maggiormente i loro proprietari consiste nella decisione se ricorrere o meno alla sterilizzazione della propria cagna.

Prima di esporre quali possono essere i pro e i contro di tale intervento, è d’ obbligo fare una premessa molto importante, e cioè che ogni caso ed ogni soggetto meritano considerazioni diverse che il medico veterinario può sicuramente fare con maggior serenità avendo il cane e il quadro della situazione sott’ occhio.

Detto ciò, io sono personalmente favorevole all’ intervento di Ovarioisterectomia, ma questo non comporterà alcuna imparzialità nell’ elencare gli svantaggi e i vantaggi che tale pratica potrebbe apportare.

Le opzioni tra le quali si troverà a scegliere il proprietario di un cane femmina nel corso della sua vita potranno essere le seguenti:

  • non sterilizzare la cagna
  • utilizzare una contraccezione farmacologica
  • sterilizzare la cagna con un intervento più o meno invasivo.

Nel primo caso i vantaggi più lampanti sono quelli di non sottoporre il cane ad un’ anestesia, non somministrare alcun ormone contraccettivo, e non dover sopportare determinati costi legati all’ intervento chirurgico o all’ acquisto di farmaci.

Per contro sarà necessario porre particolare attenzione nel periodo in cui la cagna andrà in calore (generalmente due volte l ‘anno), al fine di non ritrovarsi a gestire una gravidanza indesiderata e comunque la trasmissione di malattie per via sessuale. Quindi occorrerà ridurre al minimo le passeggiate, il contatto con gli altri cani, essere pronti a tollerare i cambiamenti comportamentali della propria femmina, che potranno consistere in allontanamenti improvvisi da casa, inappetenza, nervosismo, imprevedibilità. Anche le perdite di sangue potrebbero rappresentare un fastidioso inconveniente per i padroni di quei cani che vivono in appartamento.

Se veramente siamo pronti, nonostante ciò, a superare questi ostacoli, bisognerà comunque considerare tutti gli aspetti che riguardano la salute del cane.

Secondo le più recenti statistiche le cagne “intere” hanno la tendenza ad ammalarsi con più frequenza di diabete, tumori mammari e infiammazioni/infezioni dell’ apparato riproduttivo. Inoltre in età avanzata possono essere soggette a sviluppare una pseudogravidanza o gravidanza isterica, durante la quale simulano a tutti gli effetti i comportamenti di una mamma nei confronti dei propri cuccioli.

Ovviamente altro aspetto da non sottovalutare è la presenza in casa di soggetti di sesso maschile: in questo caso la convivenza nei periodi di calore vi renderà la vita impossibile. Non siate così ottimisti da credere di poter ovviare al problema semplicemente chiudendo i due cani in stanze separate!

Per quanto riguarda la contraccezione farmacologica tramite la somministrazione di ormoni, essa libera il proprietario della cagna dai problemi relativi al periodo di calore e alla gravidanza isterica, nonché dall’ affrontare l’ intervento chirurgico e le spese annesse (aspetto da non sottovalutare). Purtroppo però studi approfonditi a riguardo, dimostrano che l’ assunzione regolare di ormoni aumenta il rischio di diabete, lo sviluppo di tumori mammari e di patologie uterine come la Piometra. Quindi i medici veterinari ne sconsigliano l’ utilizzo per lunghi periodi.

Inoltre tale terapia richiede molta precisione nelle scadenze delle iniezioni e dei controlli dal veterinario. E ovviamente anche i costi non sono bassissimi.

Alla fine forse la soluzione più semplice e definitiva risulta essere quella della sterilizzazione tramite asportazione delle ovaie, che produce l’ interruzione del calore e preserva, soprattutto se praticata in età giovanissima, il cane da malattie uterine, tumori mammari, diabete, e, in generale, allungando le aspettative di vita della cagna del 5-10%.

Gli svantaggi relativi alla pratica dell’ intervento chirurgico sono tutti quelli inerenti a qualsiasi tipo di intevento (anestesia, eventuali complicazioni post operatorie, effetti collaterali dei farmaci somministrati), considerando però che rappresenta ormai nella pratica veterinaria un intervento di routine a bassissimo rischio.

A seconda della razza (Boxer, Doberman, Pastore Tedessco, Setter)l’ intervento di ovarioisterectomia può portare (probabilità del 5-20% dei casi) nel futuro della cagna allo sviluppo di problemi di incontinenza urinaria. Altro aspetto molto importante è rappresentato dalla possibilità che la cagna sottoposta a tale tipo di intervento subisca un aumento del peso corporeo nei mesi successivi. In questo caso si renderà indispensabile una revisione della dieta e la sostituzione dell’ alimento abituale con un alimento specifico per cagne sterilizzate.

Dal punto di vista psicologico dell’ animale, è giusto ricordare che i cani non avvertono gli stessi istinti sessuali degli esseri umani, ma il loro accoppiamento ha uno scopo puramente riproduttivo finalizzato alla conservazione della specie: dunque una volta soppresso l’ istinto di accoppiamento e di maternità, la cagna non avvertirà nessun disagio a livello psicologico.

D’ altro canto nella scelta tra la sterilizzazione o meno di un cane femmina è necessario non sottovalutare l’ aspetto psicologico del padrone dell’ animale, che potrebbe dover lottare con i sensi di colpa per tutta la durata della vita della sua fedele compagna.

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