In questo periodo fate attenzione alle processionarie nelle Pinete!

processionaria di pino

 

Esistono in Italia due tipi di processionaria, quella del pino e quella della quercia.

La prima è un insetto dell’ ordine dei lepidotteri, che deve il suo nome alla particolare abitudine di procedere sul suolo in fila indiana, come una lunga processione, appunto. Si tratta di uno degli insetti più distruttivi per le foreste, in grado di spogliare vastissimi tratti di pinete durante il suo ciclo vitale.

L’ attività di questi temibili insetti inizia nei primi giorni della primavera e verso la fine di maggio si dirigono in un luogo destinato alla tessitura del bozzolo nel quale trascorreranno i mesi estivi.

E’ possibile vedere i singoli elementi della processionaria, lunghi circa tre o quattro centimetri ciascuno, camminare nelle pinete così vicine ed in fila indiana da poter apparire  un serpente sottile ricoperto di peli altamente urticanti, suscitando in tal modo la curiosità del nostro cane che vorrà sicuramente annusarle.

Le conseguenze possono davvero essere gravi.

Il primo sintomo è l’improvvisa e intensa salivazione, provocata dal violento processo infiammatorio principalmente a carico della bocca, con un evidente rigonfiamento della lingua che a volte può assumere anche un colore bluastro.

Con il passare del tempo questo gonfiore, che tende ad aumentare, provoca una occlusione delle vie aeree, con conseguenti difficoltà respiratorie.

I peli urticanti, entrando in contatto con la lingua, causano una distruzione del tessuto cellulare: il danno può essere talmente grave da provocare processi di necrosi con la conseguente perdita di porzioni di lingua.

Quando i sintomi non sono così evidenti da farvi correre immediatamente dal veterinario è possibile osservare nel cane perdita di vivacità, febbre, rifiuto del cibo, vomito e diarrea, anche emorragica.

Nel caso in cui si abbia assistito all’ ingestione o al contatto del cane con la processionaria occorre immediatamente sciacquare la bocca con acqua e bicarbonato, servendosi eventualmente di una siringa priva di ago, e, dopo questo intervento di primo soccorso, accompagnare l’ animale d’ urgenza dal veterinario che all’ occasione somministrerà una iniezione di cortisone.

Nel caso in cui si abbia solamente il sospetto che si tratti di un potenziale contatto con questi insetti, sarebbe opportuno ricercare la causa dei sintomi sul terreno dove il cane è transitato e, se si dovesse trattare effettivamente di una processionaria procedere come descritto precedentemente, altrimenti andare direttamente dal veterinario con urgenza.

Purtroppo se si frequentano abitualmente delle Pinete, è impossibile evitare di fare questi spiacevoli incontri, però essere a conoscenza dei  rischi è già un grosso passo avanti.

 

Come curare cani e gatti con l’ Aromaterapia.

oli essenziali per cani e gatti

L’ Aromaterapia consiste nel trattamento delle malattie mediante essenze, dette anche oli essenziali, che, a differenza degli oli classici, si volatilizzano al contatto con l’ aria e con il calore.

Le essenze sono estratte dai fiori, dalle foglie, dalle radici, dai frutti, dalle scorze e dal legno e si ottengono mediante distillazione in aromaterapia cani e gatticorrente di vapore.

E’ molto importante sapere che esse sono solubili negli oli, nell’ alcool a 90° e nell’ etere, ma non nell’ acqua.

Le proprietà terapeutiche degli oli essenziali non sono sempre le stesse delle piante dalle quali sono estratte: per esempio l’ essenza di limone, al contrario del suo succo, non contiene vitamina C.

Tutti gli oli essenziali posseggono un potere antisettico e disintossicante e consentono di tonificare e riequilibrare l’ organismo. Essi possono essere tranquillamente associati ad altre sostanze terapeutiche.

L’ azione antisettica e battericida delle essenze è dovuta alla loro composizione chimica ed in particolare al tenore di fenoli in esse contenuti.

Le essenze possono essere impiegate sole o in combinazione tra loro, quest’ ultima opzione accresce la loro efficacia (effetto di sinergia).

Ad esempio, la combinazione di essenze di origano e timo, che nell’ uomo viene utilizzata per prevenire l’ influenza, in cani e gatti, può essere utilizzata per il trattamento di malattie respiratorie virali (es. tosse dei canili); l’ eucalipto può essere impiegato per le affezioni respiratorie come bronchiti o tracheiti; il garofano disinfetta e cauterizza le lesioni dentarie; la combinazione di sandalo e ginepro è efficace per il trattamento delle cistiti ed altre affezioni genito-urinarie.

Questi sono solo alcuni esempi, ma gli oli essenziali si rivelano molto efficaci non solo sugli animali e sull’ uomo, bensì anche per la pulizia e disinfezione degli ambienti: in questo caso sarà sufficiente utilizzare un nebulizzatore o un diffusore di aromi.

In presenza di germi batterici gli oli essenziali agiscono in due modi:

  • come antibiotici, bloccando la proliferazione batterica;
  • modificando lo stato dell’ organismo che diviene così inadatto alla sopravvivenza dei germi.

I vantaggi dell’ Aromaterapia per il trattamento delle malattie infettive si possono riassumere in 3 punti:

  • a differenza degli antibiotici non diminuiscono di efficacia nei confronti dei germi con i quali entrano in contatto;
  • l’ aromaterapia non affatica l’ organismo e non è tossica;
  • le ferite trattate con gli olii essenziali non risultano così irritate come sarebbero se trattate con antibiotici classici.

Come già detto gli oli essenziali trovano largo impiego anche per disintossicare, tonificare e riequilibrare l’ organismo ed ogni essenza ha un proprio principio attivo che agisce su un determinato organo o una determinata funzione.

Gli oli essenziali che possono ostacolare lo sviluppo di determinati batteri vengono individuati per mezzo dell’ aromatogramma, test analogo dell’ antibiogramma, mettendo in coltura gli agenti infettivi responsabili della malattia. Questa coltura viene poi messa in contatto con dischetti impregnati con diversi oli essenziali per osservare quale è maggiormente capace di inibirne lo sviluppo microbico.

L’ Aromaterapia può essere somministrata a cani e gatti in diversi modi:

  • per via orale, tramite compresse o applicando alcune gocce direttamente sul cibo (es. un pezzo di carne);
  • attraverso la pelle con frizioni, bagni e pomate;
  • per inalazione o aerosol.

Gli oli essenziali penetrano molto rapidamente nell’ organismo e, anche se applicati sulla pelle, entrano nel sangue e nella linfa 3-4 ore dopo l’ applicazione. Come per le soluzioni omeopatiche la loro efficacia è massima quando vengono impiegati in piccole dosi o diluiti: un dosaggio eccessivo è quindi inutile, se non addirittura, in certi casi, pericoloso.

Per questo è sempre meglio affidarsi a persone esperte di Aromaterapia, sia per l’ individuazione dell’ olio essenziale appropriato che per il giusto dosaggio dello stesso.

La solitudine e la Sindrome da separazione nel cane.

solitudine cane

Per un animale socievole come il cane la solitudine è estremamente perturbante e può anche divenire patogena se combinata ad alcune condizioni ambientali.

Quando ciò avviene il cane che ne soffre può essere colpito dalla cosiddetta sindrome da separazione, che si sviluppa attraverso tre diverse fasi.

La fase reattiva è la prima e non corrisponde in realtà ad un vero e proprio stato patologico. Lasciato in solitudine il cane manifesterà la propria angoscia abbaiando, grattando oppure mordendo la porta di casa.

Questi comportamenti con cui l’ animale cerca di modificare l’ ambiente per lui “ostile” non cambiano la sua situazione, che anzi può anche peggiorare in caso di punizione al ritorno dei proprietari.

La fase reattiva lascia rapidamente il posto a quella ansiosa. I ripetuti insuccessi dei suoi tentativi di fuga indeboliscono l’ equilibrio emotivo del cane che viene allora a trovarsi in uno stato di paura.

Tale paura patologica che definisce l’ ansietà, può esprimersi in due modi: possono aumentare i danni provocati dal cane estendendosi dalla sola porta a tutta la casa; oppure possono verificarsi perdite di urina o diarrea. In questo ultimo caso il cane a volte può, allo scopo di attutire la tensione, mettersi a leccare o mordicchiare insistentemente parti del suo corpo, cadere nella bulimia (saccheggiando ad esempio la pattumiera), o nella dipsomania (grande ingestione di acqua), che ovviamente provoca un aumento dell’ emissione di urina.

Nello stato ansioso il cane subisce una alterazione delle funzioni cognitive e la sua capacità di elaborare le informazioni dell’ ambiente circostante risulta falsata. Soltanto una cura adatta potrà riportarlo a condizioni normali.

Spesso però la situazione viene trascurata dal proprietario e il cane passa dallo stato ansioso a quello depressivo. Durante questa fase l’ animale è affetto da una vera e propria depressione detta da “involuzione“. Si tratta di cani, in genere di 7 – 8 anni di età, che hanno sofferto di ansia da separazione senza essere stati curati.

Il quadro clinico è tipico e caratterizzato da una totale indifferenza del cane a ciò che lo circonda, si rifiuta di uscire, geme per ore e perde tutti i comportamenti appresi in giovane età, così come la padronanza sfinterica. Orina e defeca su se stesso durante la notte e soffre di insonnia. Inoltre riprende abitudini di esplorazione orale che lo portano ad ingerire di tutto.

Il trattamento di tutte queste fasi associa una terapia farmacologica ad una terapia comportamentale. La prima fa ricorso a farmaci psicotropi, neurolettici, ansiolitici e antidepressivi, in funzione dello stato emotivo del cane.

Per la terapia comportamentale è bene evitare il fai da te, libro alla mano, ma affidarsi ad uno specialista in grado di fornirvi consigli personalizzati in base alle vostre abitudini ed al carattere del vostro cane.

In ogni caso ogni proprietario dovrà munirsi di santa pazienza e buon polso.

La sterilità nel cane maschio e femmina: diagnosi e cura.

accoppiamento cani

 

La sterilità è definita come l’ incapacità di procreare e può colpire indistintamente maschi e femmine di cani, anche se nei maschi è più facile da diagnosticare, tramite una semplice analisi del liquido spermatico.

Tale esame consente infatti di misurare la concentrazione di spermatozoi presenti e di testarne la loro mobilità e la presenza di eventuali anomalie in grado di compromettere la capacità riproduttiva del cane.

Per quanto riguarda, invece, il gentil sesso diagnosticare la sterilità diventa un po’ più complesso. In caso di accoppiamento, se la fertilità del maschio è provata, è molto probabile che sia la cagna ad avere qualche anomalia.

All’ origine della sterilità di un cane femmina possono esserci principalmente quattro cause: una perturbazione del  ciclo sessuale, un ostacolo puramente meccanico, un’ infezione o una iperplasia dell’ utero.

Le perturbazioni del ciclo sessuale si traducono in manifestazioni di diverso tipo che vanno dalla assenza totale di ciclo, a intervalli più lunghi o più brevi tra un ciclo e l’ altro, o anche una durata anormale dell’ estro.

Generalmente le cagne hanno due cicli l’ anno, ma ciò non vuol dire che un soggetto che ne ha di più o di meno sia un soggetto anormale: l’ importante è che tale evento non sia eccezionale, ma una regola del singolo individuo. A tale scopo può essere molto utile annotare in un diario tutti i cicli della propria cagna , in modo da poter riconoscere eventuali variazioni.

Il periodo di calore dura di norma 21 giorni, un calore eccessivamente protratto nel tempo è sovente dovuto ad un’ iperestrogenia legata ad una  cisti ovarica.

Se i cicli sono normali la sterilità potrebbe essere legata al fatto che la cagna rifiuta categoricamente l’ accoppiamento, sia per ragioni psicologiche, che meritano un capitolo a parte, che per ragioni fisiche, spesso dovute ad una malformazione dell’ apparato genitale (vulva o vagina), che impedisce al maschio di effettuare la monta e provoca dolori alla femmina.

Un’ altra possibile causa è determinata dalle infezioni, soprattutto quelle da germi specifici come la Brucella Canis, o da virus come quelli herpetici.  In questo caso la diagnosi viene fatta tramite esami di laboratorio e la cura di basa essenzialmente sulla somministrazione di antibiotici o antivirali.

L’ iperplasia cistica dell’ endometrio provoca sterilità perché la proliferazione della cisti nella parete dell’ utero impedisce l’ annidamento dell’ uovo. Le cagne colpite da questa patologia sono soggette a sviluppare la Piometra.

Il trattamento della sterilità nel cane femmina differisce a seconda della causa diagnosticata, come abbiamo visto, in caso di infezione si interviene con gli antibiotici. Nel caso di una disfunzione ghiandolare il trattamento prevede una terapia ormonale.

La chirurgia viene presa in considerazione per correggere una anomalia costituzionale delle vie genitali ed è assolutamente la scelta obbligata in caso di cisti o tumore ovarico e in caso di iperplasia cistica dell’ endometrio.

Occorre infine ricordare che anche una forte carenza di vitamina E può condurre a sterilità una cagna apparentemente in perfetta salute.

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