Girava film porno con i propri cani, condannato allevatore italiano.

condanna per zooerastia

Un caso senza precedenti, la condanna della Cassazione per reato di Zooerastia nei confronti di un allevatore italiano che girava film porno con i suoi cani come protagonisti.

Christian Galeotti, questo il nome del condannato, non era nuovo alla Magistratura italiana. In passato era già stato processato per aver venduto alcuni dei suoi esemplari con Pedigree del tutto contraffatti e, cosa ancor più grave, accusato di aver esercitato la professione Veterinaria senza possederne alcun titolo riconosciuto.

Galeotti aveva ingaggiato una donna (sarebbe blasfemo definirla attrice) che recitava le scene di sesso con i malcapitati cani, e i film venivano venduti online alla cifra di 20 Euro ciascuno.

Giusta la sentenza della Cassazione che ha confermato il reato di maltrattamento per chiunque faccia sesso con animali, perché considera questi ultimi incapaci di opporsi alla volontà dello sfruttatore.

Il trentaduenne di San Genesio (Bolzano) è stato così condannato a 2 anni di reclusione, a mio parere sempre troppo pochi.

Speriamo che questa esemplare condanna, che in Italia non trova precedenti, possa essere l’ “incipit” ad una vera e propria lotta alle perversioni umane nei confronti degli animali (Zoofilia), che vanno contro la loro stessa natura.


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Il cane in stato di shock: riconoscere le urgenze e saper intervenire.

 

Le vere urgenze in medicina veterinaria sono quelle di origine vascolare (emorragie), cardiorespiratoria (edema polmonare acuto, sincope cardiaca), gastrica (torsione dello stomaco, ostruzione esofagea), o neurologica (commozione cerebrale, coma, convulsioni).

Tutte situazioni queste che possono sfociare in uno stato di shock del cane,e  che, quindi, vanno trattate nel minor tempo possibile.

Ci sono poi altre patologie che necessitano anch’ esse di un trattamento di urgenza e sono quelle legate a punture di insetti, morsi o punture di animali velenosi, forasacchi nel condotto uditivo ed intossicazioni.

La frattura  non costituisce di per sé un’ urgenza, fatta eccezione per quella del rachide cervicale. Per tutte le altre fratture spesso potrebbe essere preferibile attendere qualche ora prima di trattarla, per dare il tempo a l’  ematoma di riassorbirsi almeno in parte, e rendere la manovra di riduzione più agevole.

Se ci troviamo di fronte ad un cane politraumatizzato a causa, per esempio, di un incidente stradale, o di una brutta caduta, l’ ideale sarebbe, se questo fosse possibile, trasportarlo dal veterinario su di un asse oppure un supporto rigido. In alternativa è possibile adagiare il cane in una coperta, in modo da evitare pericolose trazioni a carico delle strutture eventualmente compromesse.

La posizione migliore è il decubito laterale, ossia girato sul fianco: se il trauma è a livello toracico, sarebbe più corretto lasciare verso l’ alto il lato sano, in maniera che il polmone funzionante possa supplire alla inefficienza del suo collega traumatizzato.

In caso di emorragia esterna sarà necessario eseguire una fasciatura provvisoria, possibilmente fredda, che abbia lo scopo di bloccare la fuoriuscita eccessiva di sangue. Se il politraumatizzato presenta delle fratture agli arti, la cosa migliore da fare è non cercare in alcun modo di steccare la zampa, ma lasciare che il cane trovi la sua posizione più confortevole nella sua cuccia o nell’ auto, fino all’ arrivo dal veterinario.

Se ci troviamo a dover affrontare un colpo di calore o un edema di Quincke, come operazione di primo intervento possiamo avvolgere il cagnolino in un lenzuolo bagnato per ridurre la usa ipertermia.

L’ edema di Quincke è una grave oritcaria che porta ad uno stato di ipersensibilità immediata e generalizzata. Appare come un edema cutaneo con numerose papule. Il più riconoscibile è quello facciale, con rigonfiamento delle palpebre, delle labbra, e del muso. L’ edema, che tende a raggiungere le zone più declivi, arriva presto al collo, provocando un disturbo respiratorio grave. In questo caso la terapia d’ urgenza consiste nella somministrazione di cortisonici ed antistaminici per via endovenosa.

In caso di arresto cardiaco si può tentare di rianimare l’ animale tirandogli ripetutamente la lingua ad intervalli regolari e brevi. Prima di intervenire occorre verificare con una mano sopra il torace se la sincope è intervenuta per arresto cardiaco o respiratorio. In quest’ ultima ipotesi, occorrerà esercitare con entrambe le mani, il palmo piatto premuto contro il torace dell’ animale, una pressione decisa ma leggera, due volte di seguito rapidamente e controllare subito dopo se si verifichino atti respiratori, altrimenti  ripetere l’ operazione.

Se il nostro cane è invece colpito da convulsioni, come può capitare spesso nei cani affetti da epilessia, evitare innanzitutto di afferrargli la lingua, come verrebbe naturale fare, avvolgerlo in una morbida coperta a più strati per evitargli di ferirsi, o comunque circondarlo di cuscini, attendere che la crisi finisca e poi trasportarlo dal veterinario.

Anche il trauma oculare come il distacco della retina o l’ ipertensione oculare, rappresenta un ‘urgenza, dal momento che la conservazione della vista del cane dipende dalla precocità del trattamento.

Se siamo stati testimoni del fatto che il nostro animale abbia ingerito sostanze tossiche o comunque tutti i segni suggeriscono ciò , è possibile, come manovra di primo intervento, gettare una manciata di sale grosso nella bocca del cane al fine di provocare un episodio di vomito e la eliminazione, almeno parziale, della sostanza tossica.

Questi sono solo pochi consigli che possono aiutare il proprietario di un cane che ha subìto un incidente, di una qualsivoglia natura, ad affrontare i primi minuti successivi all’ incidente stesso, ma la regola fondamentale, e quella non si trova nei testi, resta la capacità di mantenere il sangue freddo nelle situazioni di pericolo:  senza la necessaria lucidità si rischierebbe solamente di peggiorare la situazione.




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