Il cane nelle opere dello scrittore La Fontaine.

Il lupo e il cane



CANI

Il cane ha rappresentato fin dall’ antichità fonte di ispirazione per molti scrittori e poeti di tutto il mondo.

In particolare per lo scrittore e poeta Jean La Fontaine, celebre per le sue favole morali, il cane diventa protagonista in una decina di titoli, più o meno conosciuti.

Il più famoso è sicuramente “Le Loup e le Chien” (il lupo e il cane), che contrappone i due animali parenti e nemici allo stesso tempo. Un lupo emaciato incontra un robusto molosso e, non osando attaccarlo, lo complimenta per la sua pinguetudine. Di risposta il cane lo esorta a condurre la sua stessa vita. In un primo momento il lupo sembra accettare la proposta allettato dal fatto che la vita del cane non sembra affatto male, ma succesivamente notando al collo del molosso i segni della catena, capisce che quel benessere implica la rinuncia alla libertà, e ritorna sui suoi passi: “compare lupo prese la fuga, e corre ancora”.

“Le Loup e le Chien maigre” è un titolo meno famoso e racconta la storia di un lupo che rincorre un cane scheletrico per divorarlo, ma il cane nella sua furbizia gli consiglia di attendere che si sia ingrassato un po’ per gustare al meglio il suo piatto. Quando il lupo ritorna dopo un periodo si imbatte in un imponente mastino che lo mette in fuga.

In tre favole lo scrittore La Fontaine associa curiosamente il cane all’ asino. In “L’ Âne et le petit Chien” (l’ asino e il cagnolino), un asino geloso dei favori di cui il padrone colma il suo cane, decide di comportarsi come quest’ ultimo, ma l’uomo non apprezza il contatto dello zoccolo dell’ animale, che viene bastonato.

“L’ Âne e le chien”, invece è una favola sul tema della mutua assistenza: l’ asino non vuole abbassarsi per consentire al cane di arrivare alla sua sacca contenente il cibo e così arriva un lupo che lo uccide perché il cane si rifiuta di difenderlo.

Del tutto diversa è la favola “Les Deux Chien e l’ Âne mort” (i due cani e l’ asino morto), dove due cani scorgono la carcassa di un asino che va alla deriva in un fiume: uno dei due propone di prosciugare il fiume per impossessarsi del corpo dell’ asino, bevendone tutta l’ acqua, ma questa soluzione risulterà fatale per i due cani. Questa la morale per lo scrittore: “tra gli animali, il cane si picca di essere diligente e fedele al suo padrone, ma è stolto e anche goloso”

Una favola più complessa è quella intitolata “Le Fermier, Le Chien e le Renard” (il fattore, il cane e la volpe), in cui una volpe si introduce nel pollaio di una fattoria e divora tutti gli animali, il Fattore se la prende con il cane perché non ha saputo difendere i polli dalla volpe, ma il cane risponde che non è suo compito badare ai beni del Fattore perché non ha nulla a guadagnarci, ma questa affermazione gli farà prendere un bel po’ di cinghiate.

Sempre molto attuale è la favola del cane che porta al collo il cibo del suo padrone “Le Chien qui porte à son cou le dîner de son maître”. Per difendere il suo collare di cibo dall’ attacco di un mastino e lottare più liberamente il cane poggia in terra la cena del suo padrone, ma si vede costretto a cederla ad altri cani sopraggiunti nel frattempo, non senza prima prendersi il suo boccone. Questa vicenda viene paragona da La Fontaine ai traffici illeciti degli uomini, dove anche l’ uomo onesto finisce sempre per seguire gli altri.

Titolo divenuto di proverbiale fama è “Il cane che la lascia la preda per la sua ombra”, anche se in realtà nella favola il cane lascia la preda per il suo riflesso nell’ acqua e rischia di affogare.

Molto significativa è la favola de “la cagna da caccia e la sua compagna”, in cui viene descritto l’ incontro tra una cagna partoriente e la sua amica che le presta la cuccia per mettere alla luce i cuccioli, ma una volta partorito la cagna non intende più restituire il giaciglio e la sua amica la minaccia di far sbranare i cuccioli dalla sua prole che è ormai adulta.

La morale secondo La Fontaine sarebbe questa: “Tutto quello che si dà ai malvagi, sempre lo si rimpiange, lasciate loro mettere un piede da voi e presto ce ne metteranno quattro”

Vi sono poi altre  favole molto meno famose dove il cane interviene nelle vesti di comparsa o di avversario del lupo, come ad esempio “Il lupo diventato pastore” o “il lupo la madre e il bambino” o, ancora “Il gallo e la Volpe”.

Numerose favole di La Fontaine, in particolare quelle che hanno come protagonista il cane, sono ispirate all’ opera dello scrittore greco Esopo vissuto nel VI secolo a.C.

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